Il peso in eccesso? Un compagno scomodo sin dall’infanzia

Il peso in eccesso? Un compagno scomodo sin dall’infanzia

Mi chiamo Beppe, ho 40 anni e vivo a Torino. Sono arrivato a pesare centottantacinque (185) chili e la vita con quel peso addosso era piuttosto problematica. Mi sono sottoposto a intervento chirurgico di sleeve gastrectomy nel gennaio 2018. Ho perso più di 90 kg e oggi sono vicino ad abbandonare lo spettro dell’obesità. Le difficoltà fisiche e psicologiche sono state parecchie ma lo rifarei subito. La mia vita è cambiata decisamente in meglio ma devo sempre stare all’erta, per non ricaderci. Ho sfruttato l’occasione per cambiare e adesso devo prendere confidenza con il mio nuovo me. Grazie al percorso psicologico, oggi ho molti più strumenti per vincere le nuove sfide della vita.

 

Ho avuto problemi con il peso sin da piccolo, da ragazzino; migliaia di diete, molte volte hanno funzionato ma poi riprendevo i chili, sempre con gli interessi.

La mia mole mi privava già di alcune cose, senza che me ne accorgessi. Ad esempio, sport di contatto come calcio, basket, judo, etc… rifiutavo di praticarli perché pensavo – erroneamente – di essere avvantaggiato. Così puntai sulla pallavolo dove non c’è contatto fisico con avversari e dove il peso è un ostacolo per saltare. Una sorta di “punizione “ per il mio ego ma al contempo una sfidadifficile! Se volevo giocare bene a volley dovevo perdere peso e impegnarmi il doppio rispetto agli altri e così fu! Le scuole elementari e medie filarono lisce, sicuramente furono anni felici e anche se avevo qualche chilo in più, la cosa non mi pesava!

Alle superiori cominciai invece a vedere il mio fisico trasformato sempre più: il cibo esercitava una attrazione fatale su di me. Gli anni del liceo sono stati duri, ero passato da essere il più bravo delle scuole medie a esser uno qualunque. I primi 3 anni li ho passati quasi nell’anonimato, mi concentravo molto sulla pallavolo che nel frattempo era diventata la mia passione. Purtroppo, però, il peso lievitava sempre più e nell’anno della maturità arrivai a pesare 145 kg! Avevo problemi alle ginocchia e dovetti smettere di giocare per un periodo piuttosto lungo.

 

Così mi misi a dieta, seguito da una nutrizionista.

Tanto lavoro fisico e tanta volontà e determinazione. La costanza nel seguire un regime di alimentazione corretto mi portarono a un ragionevole peso di 100 kg (sono alto 178 cm, il peso forma dovrebbe essere di 80/85kg). Il rapporto coi miei compagni di classe era molto buono. Con le ragazze invece andava così così ma non imputo questo fatto al mio peso ma al mio carattere da orso.

 

Ritornai a giocare a volley in maniera più assidua con due squadre contemporaneamente! 5 allenamenti più la partita.

All’Università le cose andavano anche abbastanza bene ma purtroppo ho perso la voglia di studiare, così mi cercai un lavoro. Era il 2001, conciliare lavoro e sport non era semplice e trovai pure una fidanzata (che oggi è mia moglie). Dovendo dedicare più tempo alla morosa e non potendo sottrarne al lavoro a finirci di mezzo fu lo sport. Comunque il mio fisico ha retto molto bene per 10 anni. Poi nacque la mia primogenita Carmen. Da lì in poi, complice le responsabilità da genitore, complice le responsabilità sul lavoro, la vita è diventata più difficile.

 

Non me ne rendevo conto ma sfogavo ansia e combattevo lo stress riversando tutto sul cibo.

Così è stato per gli anni a venire sino al 2017. Nel frattempo nacque anche il mio secondogenito Manuel. Purtroppo dal 2010 al 2017 ho messo su 85 kg.

La vita era una fatica! Camminare, guidare, giocare coi bimbi tutto era faticoso. Io nonostante molti tra amici e parenti mi mettessero in guardia non ascoltavo nessuno. Una lotta continua con moglie e genitori! Rispondevo sempre che a me stava bene così! Che dovevano lasciarmi in pace, che mi piaceva mangiare. Ripensandoci, solo ora mi rendo conto che parlavo proprio come una persona che soffre per una dipendenza!

 

Ero, come dire, rassegnato all’obesità …

Arrivato alla soglia dei trentotto anni ero scoraggiato, apatico, rassegnato a vivere quella condizione di obesità che è una malattia! Si, perché non tutti sono a conoscenza del fatto che l’obesità è una vera e propria malattia, una dipendenza dal cibo che porta con sé molti altri problemi e patologie,fisiche e psicologiche. Dovevo fare qualcosa!

 

… quando sentii parlare per la prima volta di chirurgia bariatrica

Informandomi, sono venuto a conoscenza della possibilità di fare gli interventi di chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica); ho cercato informazioni sui social, nel web, su varie fonti.
Ma devo ringraziare soprattutto la mia dietologa di allora che in maniera schietta e diretta mi disse che era necessario fare l’intervento perché la lotta era impari.

 

Poi mi sono deciso, perché l’obesità mi aveva privato di tante cose. 

Non potevo più giocare con i bambini, non potevo più giocare a volley che era la mia passione. Ogni attività comune era inficiata dalla fatica di sostenere un peso troppo grosso.

L’obesità ti priva anche delle condizioni, dello status sociale al quale magari uno non dà peso però: gli sguardi che fanno male, gli sguardi che ti compatiscono, cominciano a diventare pesanti con il tempo anche se molti obesi sanno sfruttare la loro autoironia e la prendono in apparenza sul gioco ma poi – dentro – si soffre davvero! È una sofferenza che ti logora, ti scava dentro.

Spesso chi ti sta attorno cambia il suo modo di interagire con te e dopo anni passati a metterti in guardia cerca di non toccare più quell’argomento, forse per non ferirti o semplicemente perché non sa come dirti che stai mettendo a rischio la tua vita. Quindi vieni messo in una sorta di “bolla”, una zona dove sei protetto come una persona fragile!

È la cosa più sbagliata che possano fare!

Chi ti ama deve dirti la verità, per quanto cruda sia.

 

Quindi mi sono deciso a fare l’intervento di chirurgia bariatrica; dopo un colloquio con il chirurgo, mi è stato consigliato di fare la sleeve gastrectomy. Il chirurgo mi disse che sarei stato un paziente ideale perché ero ancora giovane e forte; avrei scongiurato la patologia del diabete tipo 2, perché ero arrivato a due punti dalla soglia del diabete e tra i miei familiari esiste una predisposizione a questa malattia. Così mi sono deciso, ho preso coraggio, ben cosciente del fatto che comunque ci sono dei rischi, come per qualsiasi intervento su un paziente con quel peso.

 

Adesso giochiamo ad armi pari, mi sono detto!

L’ho fatto, ho preso la decisione anche se – vi confesso – dopo una sorta di lotta interiore perché non ero – almeno inizialmente – tanto convinto di fare l’intervento; avrei preferito farcela diciamo  “con le mie mani” ma mi rendevo conto quanto la lotta fosse impari perché l’obesità è una brutta bestia, ti toglie anche le forze di fare determinate cose. E così mi sono chiesto, che senso avesse aver vinto tutte le battaglie professionali della vita se poi perdi quella che è la più importante tra tutte, quella per la tua salute!

 

Oltre ad alleggerire il peso, si è alleggerita anche la vita

Il peso in eccesso? Un compagno scomodo sin dall’infanzia Dopo la sleeve gastrectomy ho perso più di 95 chili e adesso la mia la vita è tutta un’altra cosa. Mi sono ripreso le mie passioni, i miei interessi. Consiglio di farlo, ci sono sicuramente tanti vantaggi. Per esempio, la facilità con cui si

possono comprare i vestiti per uno che è molto attento al look come me e che per anni si è dovuto vestire con le tutone, con le maglie larghe; adesso quando entro in un negozio, per me è una gioia; posso giocare con i bambini, mi posso rotolare per terra; posso guidare mentre prima era diventata una vera fatica, posso passeggiare e prima era diventata una fatica anche quello, oltre ad alleggerire il peso, si è alleggerita anche la mia vita e quella di chi mi sta vicino.

 

Oltre al cambiamento fisico bisogna però fare attenzione al cambiamento psicologico!

Una trasformazione così profonda e repentina, ti scatena un vortice di emozioni che prima venivano soffocate dal grasso. Io mi sono ritrovato ad arrabbiarmi molto più facilmente ma anche ad emozionarmi di più, per le cose più semplici!

In base alla mia esperienza credo che parallelamente al percorso chirurgico e dietologico convenga fare anche un percorso terapeutico con uno psicologo. Parlare del cambiamento e far uscire i problemi è il primo passo per affrontarli!

Subito dopo il risveglio in sala operatoria, mi sentii diverso! Come se il mio cervello fosse stato resettatto! Dormo pochissimo, ho energie fisiche e mentali praticamente raddoppiate rispetto a prima. Le emozioni, sia brutte che belle, spesso prendono il sopravvento e ho difficoltà a gestirle. Sono diventato molto più curioso e iperattivo. Vado costantemente alla ricerca di cose nuove e interessanti. Spesso mi trovo a cercare esperienze forti come il paracadutismo o il bunjee jumping! Ho cambiato anche la moto e la macchina passando da una custom ad una moto da corsa e da un suv a una sportiva. Leggo una quantità di articoli impressionanti su svariati argomenti e divoro serie tv e film senza mai esserne sazio. Sembra quasi che la mia dipendenza sia passata dal cibo alle esperienze! Più cose faccio più ne voglio fare.

 

Ad ogni modo, ragazzi, bisogna informarsi bene! Conoscere la chirurgia bariatrica, conoscerne i vantaggi, rivolgersi solo a centri specializzati, raccontare le nostre storie, perché la vita è una sola e non si può perdere l’occasione di viverla appieno.
Decidere o meno per l’intervento è una scelta assolutamente personale ma avere un ventaglio più ampio di opzioni è molto importante.

 

Come mi sento oggi?

Per farvi capire ciò che si prova durante il percorso, vi racconto un aneddoto di qualche mese fa.

Dopo 10 anni, 8 mesi e 20 giorni sono finalmente tornato a correre. Una breve corsa di 10 minuti a 10 km orari dopo essermi scaldato con una camminata veloce di 40 minuti. L’ultima volta che andai a correre c’era la neve e di lì a poco sarebbe nata la mia primogenita. Non potevo immaginare che negli anni successivi sarei diventato un grande obeso e che l’obesità mi avrebbe tolto il piacere di vivere il mio corpo come meglio desideravo. Eppure è successo. Oggi di certo è stata una corsetta dal valore irrisorio nonostante ciò ho provato una emozione fortissima. Di rado io mi lascio prendere dalla commozione sono più incline a cedere alla rabbia.

Non so come spiegarvelo ma mi sembrava di essere libero, spensierato, potente. Soprattutto il mio fisico ha retto bene e finalmente abbattuta la soglia dei 100 kg posso allenarmi di più e meglio!

 

Ogni giorno è una sfida con me stesso e contro quel demone che si chiama obesità!

Forse non sarò mai normopeso, di sicuro non tornerò mai ai 185 kg!

Tutti i giorni però bisogna lottare, non si deve abbassare la guardia, mai! Le cattive abitudini sono lì che aspettano un tuo passo falso!

A coloro che vi dicono che l’intervento è la via più semplice…. rispondete che si sbagliano di grosso!

È una lotta quotidiana, durissima perché è una sfida costante contro se stessi e contro le proprie debolezze!

Ricordate amici che il SUCCESSO viene prima del SUDORE solo sul dizionario!

 

"Poter vivere una vita normale... non una vita a metà"

Filo diretto


Link utili

Unavitasumisura.it © 2011 - 2021 Tutti i diritti riservati
Con il contributo non condizionante di Johnson & Johnson Medical S.p.a.

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?