Giovani con obesità: la circonferenza del polso può predire il rischio cardiometabolico futuro

Giovani con obesità: la circonferenza del polso può predire il rischio cardiometabolico futuro

A cura della prof.ssa Maria Rita Montebelli*  e del dr. Andrea Sermonti**, Ufficio stampa SID

 

Dimmi che polso hai e ti dirò qual è il tuo rischio cardiometabolico da adulto.
E’ in sintesi il messaggio che è emerso da un’ ampia indagine che ha coinvolto 280 bambini e adolescenti con obesità. Lo studio è frutto di una collaborazione tra l’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. I risultati sono stati di recente presentati al 55° Congresso dell’EASD2019, meeting annuale dell’Associazione Europea per lo studio del diabete, malattia cronica strettamente associata all’obesità. 

La pandemia di obesità purtroppo non risparmia neppure le fasce d’età più giovani; avere a disposizione degli strumenti di facile utilizzo nella pratica clinica, come può essere appunto la misurazione della circonferenza del polso, consente una migliore stratificazione di questi ragazzi e permette di concentrarsi con strategie di prevenzione e trattamento più aggressive su quelli a maggior rischio futuro.

 

Obiettivi, casistica e metodi dello studio

Il progressivo aumento anche in Italia dell’obesità tra bambini e adolescenti è associato a un incremento della prevalenza di fattori di rischio di malattie cardiovascolari. La circonferenza del polso è recentemente emersa come nuovo indice antropometrico correlata a tali fattori, un indice che ha il vantaggio della facile misurazione. L’eventuale correlazione della circonferenza del polso con la disfunzione del tessuto adiposo e con il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in età adulta non è ancora stata chiarita. Obiettivo del nostro studio – afferma la dottoressa Cecilia Luordi dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ – è stato proprio valutare il rapporto tra la circonferenza del polso, i marcatori di disfunzione del tessuto adiposo e il rischio cardiovascolare futuro in una popolazione di bambini e adolescenti con obesità”.

In un campione di 280 bambini con sovrappeso e obesità sono stati misurati parametri biochimici, clinici e antropometrici (per es. peso corporeo, Indice di Massa Corporea (BMI), girovitapercentuale grasso corporeorapporto vita-fianchi, altezza, altezza al ginocchio, circonferenza a metà del braccio, Indice creatinina/altezza e altri).
La percentuale del grasso del tronco è stata misurata mediante Dual-energy X-ray Absorptiometry (DEXA); i bambini sono stati sottoposti inoltre a dosaggio dell’adiponectina e della leptina nel sangue, due degli ormoni del tessuto adiposo. Il loro rischio cardiovascolare è stato stimato mediante un calcolatore di rischio (metS score) validato per la predizione di futuri eventi cardio-metabolici.

Ricordiamo che la leptina è un ormone che gioca un ruolo molto importante nella regolazione del metabolismo agendo principalmente a livello del sistema nervoso centrale dove è in grado di penetrare la barriera ematoencefalica e di legarsi alle membrane cellulari. I suoi livelli sono direttamente correlati con la quantità di massa grassa: agendo come molecola segnale per il cervello, in relazione ai depositi di grasso, è in grado di ridurre l’appetito, limitare l’assunzione di cibo e aumentare il consumo energetico dell’organismo. Sembra inoltre, agire a livello del sistema immunitario e della fertilità. È una molecola tutt’ora sotto esame.

L’adiponectina modula la sensibilità all’insulina; ha un’azione vasoprotettiva e antinfiammatoria. I suoi livelli – al contrario della leptina – sono inversamente correlati con la quantità di massa grassa: maggiore è la massa grassa, minore è la quantità di adiponectina rilasciata dal tessuto adiposo.

 

I risultati dello studio

I bambini con una circonferenza del polso più ‘robusta’ (quelli che si trovavano al di sopra del 50° percentile) presentavano livelli di adiponectina più bassi e livelli di leptina più alti rispetto ai soggetti con bassa circonferenza del polso (aumentato rapporto adiponectina-leptina). Tra i vari gruppi di ‘circonferenza polso’ non sono state invece riscontrate differenze significative nella percentuale del grasso del tronco e nel rapporto vita fianchi.

In conclusione, la circonferenza del polso, oltre ad essere un parametro clinico di facile misurazione, indipendente dalla variazione del grasso corporeo, associato a insulino-resistenza e a parametri cardiaci (struttura del ventricolo sinistro e pressione sistolica), come dimostrato da lavori precedenti, può essere suggerito, visti i risultati di questo studio, come un nuovo, importante marcatore antropometrico di rischio cardio-metabolico futuro nei bambini con obesità.

 

“L’obesità tra i bambini e gli adolescenti – commenta la prof.ssa Raffaella Buzzetti dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ – è una delle nuove emergenze di salute pubblica in Italia e nel mondo che si potrebbe tradurre in un esponenziale incremento della morbidità e mortalità cardiovascolare nei prossimi anni. In quest’ambito, la stratificazione del rischio cardiovascolare è di fondamentale importanza, già in giovane età, per poter implementare in maniera efficace strategie di prevenzione e trattamento. Il nostro studio dimostra che la misurazione della circonferenza del polso è un nuovo parametro clinico di facile misurazione per identificare la disfunzione del tessuto adiposo e stimare il futuro rischio cardiovascolare in bambini e adolescenti con sovrappeso/obesità“.

 

Luordi1, E. Maddaloni1, C. Bizzarri2, S. Pedicelli2, S. Zampetti1, L. D’Onofrio1, C. Moretti1, M. Cappa2, R. Buzzetti1 – “Wrist circumference is a biomarker of adipose tissue inflammation and cardiovascular risk in non-diabetic obese children”.

1 Università ‘La Sapienza’ di Roma
2 Ospedale ‘Bambino Gesù’ di Roma

 

 

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*La dott.ssa Maria Rita Montebelli è medico specialista in endocrinologia al Dipartimento di Scienze gastroenterologiche, endocrino-metaboliche e nefro-urologiche del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma.
Si occupa da molti anni di divulgazione medico-scientifica, come giornalista, moderatore di incontri scientifici, addetto stampa. Scrive per Quotidiano Sanità e per il portale Salute di Repubblica.

 

**Il dr. Andrea Sermonti è giornalista, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, attualmente Direttore di StudioNews, Bruxelles, Società di servizi stampa, specializzata nell’offerta di service giornalistici per i quotidiani e on line nonché nell’organizzazione di conferenze ed eventi media.

 

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