L’esperienza di chirurgia bariatrica del Policlinico «SS. Annunziata» di Chieti

Staff Liberato Aceto Bariatrica Chieti

Intervista al dr. Liberato Aceto, Responsabile UOSD Chirurgia dell’Obesità ed Endocrina, Ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti

Nella regione Abruzzo si sta lavorando per un progetto molto ambizioso per quanto riguarda la gestione del paziente con obesità ovvero costruire una Rete dei Centri sul territorio e istituire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale a garanzia di alta professionalità e solida assistenza per tutti i pazienti abruzzesi con obesità, da qualunque parte della Regione provengano. Ne parliamo con il dr. Aceto, direttore del Centro di Chirurgia Bariatrica del S.S. Annunziata di Chieti e attuale Presidente del Consiglio comunale di Chieti.

 

Dr. Aceto, quanto incide l’obesità nella Regione Abruzzo?

La regione Abruzzo conta circa 72.000 persone con obesità, di questi più della metà sarebbero eleggibili per la chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità e chirurgia metabolica). Nella realtà, però solo una minima parte di queste persone vi si sottopone per scarsa informazione, difficoltà di accesso alle strutture sanitarie regionali, scarso coordinamento tra le stesse etc.

Questi dati rendono ragione della stringente necessità di creare una Rete Regionale di Centri Coordinati tra loro per ottimizzare le spese sanitarie ma soprattutto per fornire ai pazienti abruzzesi – nella loro stessa Regione, senza bisogno di spostamenti – dei Percorsi di assistenza, diagnosi e cura (PDTA) efficienti e sicuri in tutto il territorio abruzzese, secondo le linee guida di eccellenza più all’avanguardia. L’unione fa la forza e stiamo attivamente lavorando in questo senso insieme a tutte le figure politiche e istituzionali che si sono dimostrate da subito aperte al dialogo e allo sviluppo concreto di questo progetto innovativo.

 

L’obesità è finalmente considerata ufficialmente una patologia dopo l’approvazione della mozione presentata alla camera il 13 novembre 2019

L’obesità è decisamente una patologia cronica che affonda le sue radici in profondità. Possono essere genetiche, psicologiche, socioculturali, economiche e ambientali. Per questo ogni paziente con obesità è un paziente particolarmente complesso che va valutato da molti punti di vista, con un approccio multidisciplinare.

 

Com’è strutturato il Centro di chirurgia bariatrica di Chieti?

Il Centro di chirurgia dell’obesità dell”Ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti che ho il privilegio di dirigere è attivo presso l’Unità Operativa di Patologia chirurgica ed è parte attiva di una task force multidisciplinare, composta da nutrizionisti, diabetologi, psichiatri, endoscopisti, anestesisti-rianimatori e chirurghi, dedicata alla cura dell’obesità patologica. La chirurgia in alcuni casi selezionati può dare un contributo fondamentale per il trattamento dell’obesità e permettere ai pazienti di perdere peso rapidamente e in modo definitivo.
obesità patologicaGli interventi eseguiti presso il nostro Centro sono per la quasi totalità in via laparoscopica, non prevedono, cioè, l’esecuzione di lunghi tagli sull’addome, ma cinque o sei piccole incisioni di 5 o 
10 mm di lunghezza, tramite le quali il chirurgo posiziona delle cannule che permettono il passaggio degli strumenti chirurgici all’interno dell’addome. Eseguiamo soprattutto il bendaggio gastrico, la sleeve gastrectomy, il ByPass Gastrico Roux-en-Y, il Miny ByPass Gastrico OAGB ed anche alcuni casi di Redo Surgery ovvero interventi di revisione chirurgica. Nei casi più complessi, utilizziamo anche la chirurgica robotica, con il Sistema Da Vinci Si che abbiamo in dotazione.

 

Svolgere anche attività di sperimentazione e valutazione clinica?

A questo proposito, vorrei sottolineare la collaborazione con l’Università degli Studi di Chieti “G. D’Annunzio” e in particolare con il Dipartimento di Medicina diretto dal Prof. Francesco Cipollone per la realizzazione di studi anche multicentrici con altre Facoltà di Medicina sulla popolazione degli obesi sottoposta a trattamento chirurgico alla risposta metabolica ed alla scomparsa del Diabete con alcuni tipi di intervento.

Lo scenario della Chirurgia Metabolica aprirà nuove prospettive a tutti i Chirurghi Bariatrici e ne aumenterà sicuramente la mole di lavoro nei prossimi anni considerando l’incessante crescita della diabesità anche nel nostro Paese e nella nostra Regione.

 

Dr. Aceto, qual è il vantaggio di un approccio multidisciplinare?

Il paziente affetto da obesità patologica è un paziente complesso. La preparazione all’intervento chirurgico deve essere quanto più completa e precisa. La chiave del successo dei programmi di chirurgia dell’obesità è l’approccio multidisciplinare, il più completo e a misura di paziente.

La chirurgia bariatrica rappresenta oggi uno dei punti fondamentali di questo processo, ma da sola non riesce a raggiungere l’obiettivo, specialmente nel corso del tempo. Il paziente, quindi, deve essere inserito in un percorso multidisciplinare dove ciascuna delle figure specialistiche risponde ai precisi interrogativi che il soggetto con obesità, in quanto particolare e complesso, pone dal punto di vista medico e chirurgico. In questo scenario, Il chirurgo è circondato da altri specialisti, come il nutrizionista, l’anestesista, il gastroenterologo, lo psicologo o lo psichiatra e da un corpo infermieristico dedicato e preparato per accogliere il paziente con obesità.

chirurgia bariatrica

Parliamo del percorso che il paziente dovrà affrontare. Qual è il primo passo? Quali considerazioni deve fare il paziente?

Per quanto riguarda il paziente, uno dei passi fondamentali, è quello di maturare la decisione di eseguire l’intervento di chirurgia dell’obesità. La prima cosa da tenere a mente è che l’intervento chirurgico rappresenta un mezzo attraverso il quale poter aiutare il paziente con obesità a perdere peso, ma non rappresenta la cura.

Il paziente ne deve essere preparato e ben consapevole.
Questo significa che qualsivoglia intervento chirurgico da solo non è sufficiente a raggiungere l’obiettivo, ma deve essere accompagnato da un motivato cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Se non supportata, la chirurgia da sola non funziona, o meglio, non riesce ad esprimere tutte le potenzialità di trattamento che possono essere immaginate all’inizio.

Tutti i nostri pazienti con obesità sono sottoposti a una valutazione multidisciplinare per essere sicuri in primo luogo che la scelta della chirurgia rappresenti il trattamento più sicuro, adeguato e sostenibile in quel preciso momento della vita del paziente. Una volta definita la possibilità dell’intervento, il percorso è completato dal chirurgo, che propone la tecnica più adeguata, dal nutrizionista, che prepara il paziente all’intervento e dal colloquio con uno psichiatra, che conferma l’aderenza del paziente all’obiettivo terapeutico e le forti motivazioni. L’ultimo passo, nella fase pre-operatoria, è affidato all’anestesista che controlla se il paziente è ben preparato per l’intervento. Sia il chirurgo che il paziente firmano un documento di consenso, il cosiddetto consenso informato. Dopo la chirurgia il nostro team organizza dei controlli periodici per poter seguire il paziente nel corso dei mesi e degli anni successivi. Il paziente sa che può contare sul proprio team e cerchiamo di essere sempre un punto di riferimento anche grazie al sito web e al gruppo facebook dove i pazienti possono scambiarsi consigli pratici e darsi sostegno a vicenda, senza sentirsi giudicati.

 

Quali sono i criteri di valutazione del paziente con obesità?

I criteri sono molteplici. Innanzitutto, l’età del paziente, che deve essere compresa tra i 18 e i 65 anni. Questi pazienti devono avere un BMI, ovvero un Indice di Massa Corporea, pari o superiore a 40 kg/m2 in assenza di altre malattie (comorbilità) o pari/superiore a 35 kg/m2 quando all’obesità si associa un’altra patologia cronica: per es. diabete, ipertensione, dislipidemia, sindrome delle apnee notturne (OSAS) ecc.
Come si calcola il BMI? Il BMI è un indice, ovvero un numero che deriva da una semplice formula che mette in correlazione il peso del paziente con la sua altezza.

Prima di intraprendere il percorso bariatrico, è indispensabile che il paziente con obesità, abbia provato più volte ad affrontare in modo serio il problema senza esserci riuscito ed è altrettanto necessario che sia un paziente collaborante, non dipendente da alcool e senza problemi psichiatrici.

 

Perché è utile dimagrire prima di affrontare un intervento di chirurgia bariatrica?

Si consiglia in genere una riduzione pre-intervento pari a circa il 10-15% del peso corporeo iniziale. Le motivazioni sono sostanzialmente due: la prima è prevalentemente tecnica perché affrontare in laparoscopia pazienti che pesano alla prima visita centoventi, centocinquanta, centosettanta chili con un peso ridotto è certamente più agevole per l’equipe chirurgica, per l’equipe anestesiologica e – soprattutto – per il paziente stesso. L’intervento è più breve, più agevole e con minori rischi post-operatori. Il fegato si riduce di volume, la capacità respiratoria migliora. Il tempo di recupero è più veloce.

La seconda motivazione è quella di valutare quanto sia “compliante” il paziente, ovvero quanto voglia realmente affrontare e aderire a questo percorso, l’impegno che ci mette; è una prova – questa del dimagrimento preoperatorio – che dovrà poi comunque affrontare dopo l’intervento e per tutta la vita e quindi ottenere un calo di peso rappresenta una prima vittoria ed è vista di buon occhio dall’equipe multidisciplinare perché significa dal punto di vista psicologico che il paziente ha accettato le responsabilità del suo percorso e ci sta mettendo tutto l’impegno e il coinvolgimento necessario.

 

Dr. Aceto, quali sono i passi fondamentali del percorso di chirurgia bariatrica o metabolica al Centro bariatrico dell’Ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti?

Accoglienza:il paziente può afferire al nostro ambulatorio chirurgico in modo spontaneo oppure essere inviato dal suo medico curante o da un altro specialista del Policlinico.

Valutazione e Prericovero: verificato che il paziente è candidabile all’intervento chirurgico, dopo un colloquio in cui viene consigliata e  spiegata nel dettaglio la procedura chirurgica idonea, il paziente esegue i necessari esami e visite  preoperatorie, normalmente in regime di prericovero.

Ricovero e degenza: accertata la fattibilità dell’intervento, il paziente verrà ricoverato il giorno precedente a quello dell’operazione. Il periodo di degenza sarà conforme al tipo di intervento eseguito.
Dimissione e Follow-up: alla dimissione inizia un percorso di follow-up che il paziente sottoscrive per accettazione, e che viene programmato con visite periodiche eseguite  contestualmente da chirurgo, dietologa e psicologa. Il team è comunque sempre a disposizione per eventuali domande o dubbi per sostenere il paziente.

Il percorso post-chirurgico non è ovviamente uguale per tutti i tipi di pazienti, ed è personalizzato a seconda dell’intervento eseguito e delle caratteristiche e dell’andamento della perdita del peso di ciascun paziente.

 

Dr. Aceto, perché è importante raccomandare di seguire i controlli post-chirurgici?

Le visite di controllo dopo un intervento di chirurgia bariatrica sono fondamentali. Il paziente non deve pensare che l’intervento sia una bacchetta magica, una volta fatto, tutto verrà da sé. Non è così!! E’ un percorso impegnativo, soprattutto nella fase post-intervento. Più il paziente si impegnerà da subito a seguire con scrupolo tutte le indicazioni che ha ricevuto dal suo team, migliore e più veloce sarà la sua rinascita.

La possibilità di fare dei controlli, ci consente di seguire l’andamento del paziente soprattutto nelle prime fasi dopo un intervento: è possibile prevenire, riconoscere e trattare il più presto possibile tutte le eventuali complicanze che potrebbero insorgere. Il tasso di tali complicanze è comunque da ritenersi piuttosto basso per questo tipo di chirurgia, intorno al 2-4% dei casi, più o meno sovrapponibile alla possibilità di complicanze di una colecistectomia (asportazione chirurgica della colecisti o cistifellea), un intervento considerato di routine da parte di tutti i chirurghi. Il team multidisciplinare è sempre disponibile a supportare ogni paziente.

 

Negli ultimi anni la chirurgia dell’obesità ha fatto enormi progressi e si è dimostrata capace di determinare una significativa riduzione del peso corporeo nella maggioranza dei pazienti trattati, con conseguente miglioramento di tutte le patologie associate all’obesità, una netta riduzione della mortalità e un notevole miglioramento della qualità della vita della persona con obesità e dei suoi familiari.

 

 

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