Aspetti psicologici del percorso post-bariatrico

“La persona obesa decide di farsi operare e inizia il percorso bariatrico con tante aspettative, con tanti buoni propositi e crede di sapere quello che sarà il percorso e nonostante sia adeguatamente informata in fase pre-intervento da parte del team che la segue e abbia ascoltato tanti pareri, in realtà un conto è immaginarselo e un conto è viverselo realmente, dopo un intervento” sottolinea la D.ssa Simonetta Sarro, psicologa e specializzanda in psicoterapia, che abbiamo intervistato presso l’Ambulatorio Obesità e Chirurgia Bariatrica dell’Ospedale di Magenta e Abbiategrasso – ASST Ovest Milano.

 

La scoperta di un nuovo corpo che spesso è da ri-conoscere

“Nel periodo post-operatorio emergono tante difficoltà per il paziente sottoposto a intervento bariatrico” continua la d.ssa Sarro “perché inizia una nuova vita e ci si ritrova con un corpo nuovo da gestire. Innanzitutto, nell’immediato post-operatorio c’è una dieta con un regime alimentare molto rigido che mette già a dura prova lo stomaco (il paziente deve re-imparare a mangiare attraverso un vero e proprio svezzamento), ma poi subentrano anche altre difficoltà perché c’è un corpo che cambia, un corpo che dimagrisce e che il paziente può anche non riconoscere. La  bilancia dice per esempio che ha perso trenta chili ma i suoi occhi no, il suo cervello continua a percepirsi con i 30 chili e questo è un segnale importante dal punto di vista psicologico, perché il paziente deve iniziare a fare i conti con il proprio nuovo aspetto fisico e guardarlo in modo diverso, esserne progressivamente più consapevole.”

 

Non sempre le aspettative sono soddisfatte

“ A volte il mancato riconoscimento dipende anche dal fatto che le aspettative non si concretizzano: il paziente consciamente sapeva delle cose, ma inconsciamente pensava che perdere peso significasse stare megliosentirsi più belli, essere più sicurise questa aspettativa non si sta verificando, il paziente va in crisi e se non chiede aiuto, riprende facilmente peso.”

 

Un corpo che cambia può essere destabilizzante

“Se la persona con obesità ha avuto dei traumi passati, un corpo grosso la tiene al riparo dagli altri perché non è un corpo attraente, non è un corpo da cui ci si aspetta una buona prestazione; un corpo che dimagrisce è più visibile agli altri, per cui il paziente inizia ad avere più attenzioni, inizia a essere più esposto alle relazioni sociali e questo lo può mettere molto in difficoltà, ma non tanto perché il suo corpo dimagrisce ma perché riattiva tutta una serie di paure o difficoltà che in passato la persona colmava con il cibo e che adesso deve elaborare e da cui adesso non può più scappare.”

 

 

Imparare a gestire le proprie emozioni

“Nel periodo post-operatorio, il paziente deve imparare a fare i conti con l’emotional eating, quindi con la sua fame emotiva, con le sue emozioni e magari dovrà imparare a fare i conti con una maggiore autostima una sicurezza in se stesso che non conosceva e che porta la persona a cambiare nei confronti degli altri e – talvolta –  a scontrarsi, ad avere comunque difficoltà nel relazionarsi con gli altri, perché la persona con obesità è una persona passiva, che dice si a tutto, che non dà fastidio;  un ex obeso diventa una persona più attiva ma anche più “scomoda” perché è una persona con una maggiore sicurezza, una persona che è riuscita in un percorso, o ci sta riuscendo  e che quindi vuole dire la sua e quindi è sicuramente più difficile da gestire” ribadisce la D.ssa Sarro.

 

Quando il peso non scende come ci si aspettava

“Un altro elemento importante da considerare nel periodo post-operatorio è un dimagrimento non soddisfacente, inferiore a quello previsto o che il paziente si aspettava dopo un intervento di chirurgia bariatrica; il paziente deve gestire un percorso imprevisto, può iniziare ad avere delle difficoltà che non si aspettava, degli ostacoli imprevisti in un momento già delicato quale è la fase post-operatoria; ecco in questo caso è molto importante il supporto psicologico per sostenere il paziente davanti a queste difficoltà impreviste e aiutarlo a trovare delle nuove strategie di coping, delle strategie cognitivo comportamentali di adattamento che gli permettano di uscire da questo empasse”.

“Sarà, inoltre, necessario un supporto psicologico per il cambiamento di vita in atto, è indispensabile sostenere il paziente in questa sua nuova vita, non farlo sentire solo di fronte alla scoperta di una vita che non conosceva o di un corpo nuovo che non gli piace come si aspettava e che lo pone davanti a nuovi ostacoli da superare. Ci vuole del tempo per elaborarli e trovare un modo per adattarsi. Sapere di poter contare su un supporto psicologico, un sostegno solido diventa quindi fondamentale, soprattutto se è sempre la stessa figura del team che l’ha seguito sin dall’inizio e con cui si è instaurato un rapporto di fiducia. Il paziente deve trovare la soluzione da qualche parte, altrimenti la ritrova nel cibo, e ritrovarla nel cibo significa riprendere peso”.

 

In conclusione, se è importante una valutazione e un supporto psicologico pre-intervento, la persona con obesità deve rendersi conto dell’importanza del percorso post-operatorio (follow up) davanti al suo cambiamento, perché se tutto va bene sarà la persona più felice del mondo e non avrà bisogno di nessuno, ma la messa alla prova è proprio davanti alla prima difficoltà, nella difficoltà emerge se la persona si sta realmente prendendo cura di se stessa o se ha dato importanza solo all’intervento fine a se stesso che – come ribadito più volte – non è una bacchetta magica ma solo un punto di partenza per il proprio cambiamento che richiederà notevole impegno e determinazione”.

 

 

D.ssa Simonetta Sarro
Psicologa e Specializzanda in Psicoterapia
Mediatrice familiare, Operatrice di Training Autogeno
Socia SICOB

La d.ssa Simonetta Sarro, psicologa e specializzanda in psicoterapia opera in regime di libera professione sia a livello ospedaliero che in ambito privato.
Dal gennaio 2017, collabora con l’equipe multidisciplinare nella gestione e cura dei pazienti con obesità presso il Centro di eccellenza  di Chirurgia Bariatrica dell’Ospedale di Magenta e Abbiategrasso – ASST Ovest Milano.
Dal 2015, svolge attività in Ambulatorio privato come psicologa, mediatrice familiare e conduttrice Gruppi ABC-Alzheimer per caregiver.
Lavora anche presso una casa di riposo dove si occupa degli anziani ricoverati e dei loro familiari, e dove svolge attività di relatrice in corsi per operatori (ASA, OSS, medici, fisioterapisti, educatori).

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